Le Opere Pubbliche di Stefano Butera:
Il Ciclo Pittorico della Chiesa di San Grato
a Bobbiate
Stefano Butera ha lasciato un’impronta significativa nel panorama artistico italiano attraverso la realizzazione di importanti opere pubbliche. Tra i suoi lavori più rappresentativi spicca il ciclo pittorico commissionato da Mons. Cortellezzii, Arciprete della Chiesa di San Grato a Bobbiate (Varese), un’opera monumentale che unisce arte, spiritualità e ricerca tecnica.

Tecnica e Materiali
L’intero lavoro è stato eseguito su pannelli in terra refrattaria, preparati personalmente dall’artista. La tecnica impiegata prevede l’uso della biacca colorata, applicata con spatola, conferendo alle superfici un effetto materico che arricchisce la profondità e la luminosità delle immagini.
Le 210 figure, tutte di dimensioni superiori alla media, sono state realizzate con pittura a olio stesa a velature sovrapposte a secco. Questo metodo ha permesso di ottenere una straordinaria resa cromatica e una profondità visiva che esalta i dettagli delle espressioni e dei gesti, rafforzando la carica emotiva e spirituale dell’opera.
I 14 riquadri laterali, ciascuno delle dimensioni di 3 metri per 3,10 metri, accompagnano lo spettatore in un percorso visivo e simbolico che culmina nell’imponente abside, il cuore narrativo e iconografico dell’intero ciclo pittorico.

Un Progetto di Grande Respiro
L’opera, ispirata all’enciclica Redemptor Hominis di Papa Giovanni Paolo II, è stata realizzata su progetto in scala 1:10, successivamente approvato dalla Commissione Arcivescovile di Milano, presieduta da Mons. Ravasi, oggi Cardinale. La sua approvazione ha sottolineato il valore artistico e religioso dell’opera, destinata a trasmettere un forte messaggio di fede attraverso l’arte figurativa.
Il ciclo pittorico si compone di 15 riquadri che, nel loro insieme, coprono una domensione di 63 metri di lunghezza per 3,10 metri di altezza. L’elemento centrale dell’opera è l’abside, con una dimensione di 11 metri per 4,50 metri, che diventa il punto focale della narrazione visiva.
Un’Opera di Fede e Arte
Il ciclo pittorico della Chiesa di San Grato rappresenta uno degli esempi più significativi della produzione artistica di Stefano Butera. La sua capacità di coniugare tradizione iconografica e innovazione tecnica, unita a una profonda sensibilità religiosa, rende questa realizzazione un punto di riferimento nel panorama dell’arte sacra contemporanea.
L’opera non solo arricchisce il patrimonio artistico e culturale della chiesa, ma invita i fedeli e i visitatori a un’esperienza immersiva, in cui la bellezza delle immagini diventa strumento di meditazione e contemplazione.
Grazie alla sua abilità nel dare nuova vita alla pittura sacra, Stefano Butera si conferma un maestro capace di interpretare con modernità e rispetto la grande tradizione artistica cristiana, lasciando un’eredità che continua a ispirare e a emozionare chiunque si trovi ad ammirare il suo lavoro.
La Chiesa di San Grato si trova in Via Giovanni Macchi 5, 21100 Varese, nel quartiere di Bobbiate.
Opere Pubbliche: Le Pale d’Altare di Stefano Butera per San Massimiliano Kolbe a Varese.
Nel 1985, il pittore e scultore Stefano Butera realizzò due significative opere pubbliche per la chiesa di San Massimiliano Kolbe, oggi adibita a oratorio. Si tratta di due grandi pale d’altare, ciascuna delle dimensioni di 180 x 120 cm, che raccontano episodi fondamentali della vita del Santo. San Massimiliano Kolbe, noto per il suo gesto eroico nel campo di concentramento di Auschwitz, offrì volontariamente la propria vita per salvare un altro prigioniero condannato a morte. Il suo sacrificio divenne simbolo universale di amore cristiano e dedizione assoluta al prossimo.
L’opera di Butera si inserisce all’interno della tradizione della pittura sacra, ma con un linguaggio artistico moderno e personale. Attraverso una combinazione di colori vibranti, luci e ombre suggestive, il pittore riesce a evocare il dramma della prigionia e la grandezza morale del Santo. Le sue pale d’altare non sono semplici raffigurazioni, ma veri e propri strumenti narrativi che trasportano l’osservatore all’interno della scena, creando un forte impatto emotivo. L’uso del chiaroscuro e delle pennellate espressive dona alle figure un’intensità quasi scultorea, facendo emergere la sofferenza e la spiritualità del protagonista.
Queste opere pubbliche non solo arricchiscono il patrimonio artistico della chiesa, ma testimoniano anche l’impegno di Stefano Butera nella rappresentazione della fede attraverso l’arte. Il suo lavoro si distingue per la capacità di unire tradizione e innovazione, mantenendo un profondo rispetto per il tema trattato. Le pale d’altare per San Massimiliano Kolbe rimangono tra le realizzazioni più significative dell’artista, dimostrando come la sua pittura sia in grado di dialogare con la storia e con la spiritualità in maniera autentica e coinvolgente.

Puoi leggere di più sull’opera di Stefano Butera presso la Chiesa di San Massimiliano Kolbe a Varese,
leggi questo articolo sul Sito “Itinerario delle Chiese di Milano”.
L’uomo e il mare: Il dipinto donato alla Camera di Commercio di Varese (1989)
Nel 1989, Stefano Butera realizzò e donò un’imponente opera pittorica alla Camera di Commercio, un olio su tavola di dimensioni 280 x 180 cm. Questo dipinto di grande formato rappresenta una delle opere pubbliche più significative dell’artista, in cui egli esplora il rapporto tra l’uomo e la natura, un tema centrale nella sua ricerca pittorica.
Attraverso una composizione simbolica e un uso sapiente della luce e del colore, Butera esprime il concetto della centralità dell’uomo nel creato. Tuttavia, questa centralità non è intesa in senso assoluto o egocentrico, ma piuttosto come una consapevolezza dell’essere parte integrante dell’universo naturale. L’uomo raffigurato nell’opera non è un dominatore, bensì un elemento in equilibrio con tutto ciò che lo circonda, legato in modo indissolubile a ogni altra forma di vita.
Il mare, elemento ricorrente nella pittura di Butera, assume in questa composizione un significato simbolico e universale: rappresenta il limite dell’essere umano e la sua relazione con la libertà. In un mondo in cui la natura e l’esistenza si intrecciano, l’artista invita l’osservatore a riflettere sul rapporto tra rispetto e consapevolezza.
Questa opera pubblica non è solo una riflessione filosofica ed esistenziale, ma anche un potente manifesto artistico che celebra l’armonia tra l’uomo e il cosmo. Il dipinto, donato da Butera alla Camera di Commercio di Varese, è tuttora esposto in una delle sale dell’edificio, dove continua a essere ammirato da visitatori e professionisti. La sua presenza in un luogo istituzionale sottolinea il valore culturale dell’opera e l’importanza dell’arte come strumento di riflessione collettiva.


