Stefano Butera attinge spesso alla mitologia per creare opere che trascendono la realtà e si immergono nel simbolismo. Le sue creazioni, pittoriche e scultoree, reinterpretano archetipi e figure mitologiche attraverso una tecnica che fonde tradizione e contemporaneità, materia e luce.
Nelle sue opere, la mitologia non è una semplice citazione iconografica, ma un mezzo per esplorare l’essenza dell’essere umano e il suo rapporto con l’invisibile. Divinità, ninfe e figure eroiche emergono dalle superfici materiche con una forza evocativa straordinaria, sospese in un tempo indefinito tra storia e visione.


La mitologia non è un racconto del passato, ma un codice eterno che l’arte traduce in forme nuove.
Stefano Butera
Stefano Butera

Butera utilizza una tecnica mista che valorizza texture e tridimensionalità, rendendo i soggetti quasi palpabili. La combinazione di materiali diversi e il sapiente uso della luce e delle sfumature creano un effetto dinamico, in cui il mito prende forma sotto gli occhi dello spettatore. I volti emergono da superfici increspate, le chiome si fondono con la materia, mentre le figure si rivelano tra stratificazioni di colore e rilievi, suggerendo un’atmosfera onirica e simbolica.
L’artista non si limita a raffigurare la mitologia, ma la reinterpreta con un linguaggio personale, rendendola attuale e universale. Le sue opere non raccontano solo storie antiche, ma riflettono i sogni, le paure e le aspirazioni dell’uomo contemporaneo. Ogni creazione diventa un ponte tra epoche e culture, tra il sacro e il profano, tra memoria e immaginazione.
In Stefano Butera la mitologia si trasforma in materia viva, restituita con un’energia primordiale che ne esalta la funzione originaria: essere specchio dell’anima umana. Le sue opere diventano viaggi simbolici in cui il mito si fonde con la modernità e l’arte diventa un atto di continua trasformazione.

